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Un’Italia sempre più biologica. Da Nord a Sud, cresce l’interesse per il mercato biologico, l’attenzione per il cibo salutare.

Secondo gli ultimi dati, i risultati migliori sono quelli nella grande distribuzione dove continua da dieci anni l’andamento positivo del biologico: i dodici mesi chiusi a maggio 2016 segnano un incredibile +21 per cento. È biologico il 3 per cento della spesa alimentare delle famiglie italiane con una mezza dozzina di categorie in cui il biologico pesa per almeno il 30 per cento. Ben 4,5 milioni di famiglie (il 18 per cento del totale) consumano abitualmente prodotti da  agricoltura biologica con una crescita del 17 per cento in un solo anno, e ben 3,4 milioni di famiglie li consuma saltuariamente (+ 11 percento rispetto all’anno precedente). Se si considerano i consumatori occasionali (11,9 milioni di famiglie) i prodotti biologici entrano nelle dispense di quasi 20 milioni di famiglie.

Lorenzo Guerzoni, titolare dell’azienda di famiglia, Acetaia Guerzoni, reduce da alcune importanti fiere in Europa, come quella di Merano, Malmo a Stoccolma, ci racconta cosa significa fare biologico e biodinamico per scelta e per filosofia.

La sua azienda ha deciso di puntare sulla qualità del prodotto, curando tutti gli aspetti: dalle materie prime al packaging. Una scelta coerente con la storia familiare, la tradizione del Made in Italy e dell’eccellenza italiana artigianale.

 

Il mondo del bio é sempre stato una famiglia non molto grande, dove le novità tardano ad arrivare. Tutto sempre molto semplice ed essenziale. Prodotti buono spesso fatti da piccole aziende. Packaging poco curati.

La distribuzione è stata fino a pochi anni fa specializzata, nei negozi che vendono solo bio.

Negli ultimi anni le vendite del settore bio sono in crescita in tutto il mondo e la fiere da piccole diventano grandi. Per esempi il biofach 2017 sarà una fiera da record.

 Interessante è capire l’ingresso del mondo del biologico nella grande distribuzione.

 La differenza nella crescita nasce in particolare dalla grande distribuzione organizzata che ha visto nel biologico un prodotto per allargare la sua offerta.

Molte aziende storiche che producono biologico hanno iniziato a vendere nella grande distribuzione e molte aziende che già vendono il prodotto convenzionale hanno deciso di convertire parte della produzione.

Anche nei negozi di gourmet inizia ad esserci un angolo del prodotto biologico. Il prodotto deve quindi cambiare e anche la strategia di vendita.

I prodotti e le aziende non possono più essere solo biologiche. Devono scegliere se affrontare il mercato della gdo e quindi crescere strutturarsi in modo adeguato e puntando sul biologico da prezzo dove la concorrenza è forte. Oppure puntare sul packaging, servizio e qualità per affrontare i negozio gourmet. Dove il prezzo è meno importante ma la qualità è essenziale.

Una scelta molto importante che l’Azienda Guerzoni ha fatto con chiarezza, scegliendo il mercato di qualità.

Nelle fiere del settore food di vede proprio questa distinzione, aziende che crescono in un mercato in evoluzione e aziende che puntano sul gourmet.

Noi abbiamo scelto il mercato di qualità e per questo affrontiamo in particolare fiere come la biennale food di di Firenze o il Merano Wine festival.

Non mancheremo di partecipare  alle fiere storiche del biologico con il biofach.

Visto che il mercato è in crescita in tutto il mondo vorrei anche affrontare nuovi mercati dove ancora la nostra azienda non è presente come il mercato americano e Nord Europa in particolare.

Sono mercati ancora poco conosciuti dalla nostra a azienda e siamo partiti facendo delle fiere più piccole come in Texas con la Camera di commercio italiana. Oppure in Svezia o a Londra .

Anche il mercato dei prodotti biodinamici è in crescita legato a quello biologico. Soprattutto per le aziende che scelgono i prodottii di qualità.

Purtroppo non è conosciuto in tutto il mondo ma piano piano lo sta diventando.